Menu principale
News e press

Il gorgonzola della Latteria per Carla Fracci, étoile-contadinella

Il gorgonzola della Latteria per Carla Fracci, étoile-contadinella

di Gianfranco Quaglia

Dolce e piccante. Il gorgonzola, naturalmente. Che conquista palati fini e sopraffini, intenditori, letterati, artisti, étoile. Carla Fracci, la stella della danza, ne è rimasta affascinata,entusiasta. Di questa sua preferenza si è ricordato Fiorenzo Rossino, presidente della Latteria Sociale di Cameri, dove si produce e matura il fior fiore del gorgonzola made in Novara. Lo scorso anno la signora Carla era stata premiata a Casalbeltrame (Novara) con il riconoscimento della Rana d’Oro e al termine della manifestazione Rossino l’aveva omaggiata di una confezione del prezioso erborinato. Di lì a qualche giorno, una telefonata allo stesso presidente: "Sono Fracci, volevo ringraziarla per il suo pensiero, lo stiamo gustando con alcuni amici ed è eccezionale". Un riconoscimemnto sul campo, anzi sul palcoscenico, in punta di scarpette, ma con tutta la forza esplosiva che un’artista come Carla Fracci si porta dentro da quando era bambina. L’altra sera era all’Arengo del Broletto dove per due ore e mezzo è stata intervistata in pubblico da Francesco Borelli, che dirige Dance Hall, centro per la diffusione della cultura della danza, in collaborazione con la Lilt Novara Onlus e il patrocinio del Comune di Novara, nell’ambito di "Novara dance experience". Anche qui, al termine, Fiorenzo Rossino ha fenduto la folla per portare una nuova confezione di gorgonzola. Abbracci, ringraziamenti, il bacio dell’ètoile.

Non è solo un omaggio alla carriera dell’artista e un gesto di simpatia. Quel gorgonzola in qualche modo ricorda a Carla Fracci i suoi trascorsi contadini. Lei stessa lo confessa con orgoglio: "In campagna nel Mantovano, a Gazoldo, a Ca’ Rigata da zia Ermina, dove ero sfollata da Milano per sfuggire ai bombardamenti, facevo la contadinella. Mi piaceva quella vita semplice, scandita dai ritmi delle stagioni. Mi sentivo libera". Prima con la mamma era stata a Valongo, dalla nonna, mentre il papà era sul fronte russo. Iscritta alle elementari del paese come "sfollata", la Fracci seguiva con molta attenzione il programma didattico che comprendeva, fra l’altro, coltivazione dei fiori in vaso e preparazione dei mangimi per polli e conigli. Il pollice verde di Carla Fracci è rimasto, non lo rinnega, anzi va or fiera di quegli anni tracorsi "da contadinella".